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Autostazione TIBUS - Autostazione RomaAutostazione TIBUS - Autostazione Roma

Autostazioni in Italia: il futuro del trasporto autobus a lunga percorrenza

Le autostazioni in Italia restano uno dei nodi principali per lo sviluppo del trasporto autobus a lunga percorrenza e dell’intermodalità.

È questo il tema al centro dello studio presentato da ANAV il 14 maggio 2026 all’Innovation Hall di Fiera Milano, dedicato al trasporto commerciale con autobus e alle infrastrutture di supporto.

A oltre dieci anni dalla liberalizzazione del mercato, il report analizza l’evoluzione del settore, dalla crescita delle linee nazionali e internazionali alla distribuzione territoriale dei collegamenti. Una parte centrale dello studio è dedicata proprio al ruolo delle autostazioni nello sviluppo della mobilità integrata.

Trasporto autobus a lunga percorrenza: struttura del mercato e dati del settore

Secondo ANAV, il mercato del trasporto autobus a lunga percorrenza si divide in due principali segmenti. Servizi di linea interregionali di competenza statale. Servizi internazionali regolari e specializzati in ambito UE ed extra UE.

Nel 2025 il settore conta:

  • 180 imprese attive;
  • circa 2.000 autobus di ultima generazione;
  • 4.500 addetti;
  • un fatturato annuo di 550 milioni di euro;
  • circa 300 milioni di chilometri percorsi ogni anno.

Secondo lo studio, oltre il 70% dei chilometri percorsi interessa il territorio italiano. Un totale superiore a 250 milioni di chilometri distribuiti su oltre 600 linee.

Autostazioni e rete nazionale del trasporto autobus

Il mercato italiano conta oggi 301 linee autorizzate dal MIT per i collegamenti a medio-lungo raggio. A gestirle sono 166 imprese tra operatori titolari, associati e sub-affidatari.

Secondo ANAV, oltre la metà delle aziende del comparto ha sede nel Sud Italia, dove si concentra il 51% degli operatori.

Le regioni con la maggiore presenza di operatori risultano Campania, Puglia, Lombardia, Calabria e Sicilia. Lo studio sottolinea inoltre la prevalenza di società di capitali all’interno del comparto.

La rete nazionale del trasporto autobus a lunga percorrenza si sviluppa su oltre 229 mila chilometri di percorso e comprende 285 tratte operative, di cui 45 biregionali.

Le principali direttrici di traffico restano quelle tra Nord e Sud Italia. Secondo ANAV, le linee Nord-Sud autorizzate sono 66, mentre i collegamenti Sud-Nord raggiungono quota 49. Le tratte Centro-Sud sono 55, quelle Nord-Centro 23, le linee Centro-Nord 14 e le direttrici interne Nord-Nord 18. I collegamenti Sud-Centro risultano pari a 23 linee, mentre le tratte Sud-Sud sono 9 e quelle Centro-Centro 1.

La direttrice Nord-Sud rappresenta anche la quota maggiore di percorrenze complessive, con oltre 81.813 chilometri di rete autorizzata. I collegamenti Sud-Nord coprono oltre 35.777 chilometri di rete autorizzata. Le tratte Centro-Sud superano quota 32 mila chilometri.

Le direttrici Nord-Centro raggiungono i 20.817 chilometri. Seguono le linee Centro-Nord con 17.101 chilometri e i collegamenti Nord-Nord, pari a 16.102 chilometri. Le tratte Sud-Centro coprono poco meno di 13 mila chilometri di rete. Più contenute le percorrenze delle linee Sud-Sud e Centro-Centro. Coprono 6.021 e 6.654 chilometri.

Nel 2025 il trasporto autobus a lunga percorrenza supera i 206 milioni di chilometri anno. La quota principale riguarda i collegamenti capolinea-capolinea. In questo caso le percorrenze raggiungono i 147,3 milioni di chilometri.

Le corse intermedie si attestano invece a 58,7 milioni di chilometri. Le tratte capolinea-capolinea coprono in media 519 chilometri, mentre per le corse intermedie la media scende a 246 chilometri.

Secondo ANAV, dopo la liberalizzazione del mercato i chilometri percorsi sono cresciuti del 135%.

Come è cambiata la rete negli ultimi dieci anni

Negli ultimi dieci anni la rete del trasporto autobus a lunga percorrenza è cresciuta molto. Nel 2013 i collegamenti erano concentrati soprattutto tra Sud e Nord Italia.

Nel 2025 la rete appare invece molto più estesa e capillare, con collegamenti diffusi nel Nord Italia, numerose tratte interne alle regioni settentrionali e connessioni sempre più sviluppate anche verso piccoli centri e territori meno serviti. Restano meno servite alcune aree dell’arco alpino e territori a minore densità abitativa.

Lo studio censisce complessivamente 1.386 punti di fermata:

  • 602 nel Nord Italia;
  • 244 nel Centro;
  • 540 nel Sud.

Secondo ANAV, soltanto il 2,5% dei punti di fermata si trova presso vere autostazioni dedicate ai servizi di media e lunga percorrenza.

Linee internazionali UE ed extra-UE

Nel mercato europeo risultano attivi 136 collegamenti autorizzati, con 35 operatori nazionali coinvolti, 58 destinazioni europee raggiunte e 58 città italiane collegate.

Lo studio evidenzia inoltre circa 130 mila chilometri di linea coperti e 55,5 milioni di chilometri di linea autorizzati.

Svizzera, Francia e Germania sono i principali mercati di riferimento per le linee internazionali autorizzate. Da soli concentrano circa il 75% dei collegamenti.

Nel dettaglio, la Svizzera conta 37 linee, seguita dalla Francia con 33 e dalla Germania con 32.

Sul fronte extra-UE, i collegamenti riguardano soprattutto Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia del Nord, Moldavia, Serbia, Ucraina e Marocco.

Complessivamente il comparto extra-UE comprende 176 linee autorizzate, con oltre 30 milioni di chilometri percorsi ogni anno. Le città italiane collegate sono 76, mentre le destinazioni raggiunte arrivano a 59.

Autostazioni in Italia e quadro normativo

Una parte centrale dello studio riguarda il sistema delle autostazioni italiane. La presentazione richiama la definizione prevista dalla Delibera ART n.56/2018, secondo cui l’autostazione è una stazione presidiata destinata all’imbarco e sbarco dei passeggeri, dotata di servizi quali biglietteria, sala d’attesa e banco accettazione.

La delibera disciplina inoltre condizioni di accesso eque e non discriminatorie, accessibilità fisica e commerciale, informazioni al pubblico e modalità di erogazione dei servizi.

Viene inoltre richiamato il Prospetto Informativo Autostazione (PIA), documento che descrive caratteristiche infrastrutturali, dotazioni disponibili, condizioni tecniche ed economiche di utilizzo e accessibilità per persone a mobilità ridotta.

Secondo lo studio ANAV, in Italia risultano presenti 54 autostazioni, ma soltanto 9 sono designate secondo gli standard europei.

Le autostazioni designate si trovano principalmente a Milano Lampugnano, Bologna, Udine, Trieste Airport, Roma Tiburtina, Firenze Villa Costanza, Perugia, Napoli e Crotone. Milano, Firenze e Trieste dispongono inoltre di due autostazioni con stalli dedicati ai servizi MLP.

Lo studio evidenzia inoltre che:

  • 11 autostazioni si trovano in capoluoghi di regione;
  • 18 in capoluoghi di provincia;
  • 25 in comuni non capoluogo di dimensioni medio-piccole, con meno di 65 mila abitanti.

Il confronto europeo sulle autostazioni

Il confronto europeo evidenzia un forte divario infrastrutturale. La Romania dispone di 87 autostazioni designate, la Grecia di 26 e l’Ungheria di 19, mentre l’Italia ne conta soltanto 9. Nessuna autostazione designata risulta invece presente a Malta.

Secondo ANAV, questa situazione limita lo sviluppo dell’intermodalità e dell’integrazione tra autobus, rete ferroviaria e mobilità urbana.

Servizi, stalli autobus e presenziamento

Lo studio censisce complessivamente 798 stalli autobus:

  • 238 dedicati ai servizi di media e lunga percorrenza;
  • 430 destinati al trasporto pubblico locale;
  • 130 senza destinazione specificata.

Nel dettaglio, il 36% delle autostazioni dispone da 1 a 5 stalli dedicati ai servizi MLP, mentre il 31% ne possiede tra 6 e 10.

Nel trasporto pubblico locale, il 36% delle strutture dispone di oltre 20 stalli dedicati.

Diciotto autostazioni si trovano a meno di 300 metri da una stazione ferroviaria. Altre sei sono collocate entro un chilometro.

Dieci strutture sorgono invece vicino ad aeroporti o porti, entro un raggio di 10 chilometri.

Tra i casi più avanzati sul piano dell’intermodalità, lo studio cita Napoli, Pescara e Trieste Airport.

In queste realtà l’integrazione tra autobus, treni e aeroporti è più sviluppata rispetto ad altre zone d’Italia.

Le autostazioni offrono principalmente:

  • biglietterie;
  • servizi igienici;
  • sale d’attesa;
  • distributori automatici;
  • punti informativi;
  • aree ristoro.

Biglietterie e servizi igienici sono presenti nell’88% delle strutture censite. Le sale d’attesa raggiungono invece il 79% delle autostazioni.

I servizi di ristorazione e gli info point risultano invece presenti nel 52% delle strutture.

Tuttavia, solo il 42% delle autostazioni dispone contemporaneamente di sala d’attesa, servizi igienici e aree ristoro.

Per quanto riguarda il presenziamento, l’84% delle autostazioni con stalli MLP risulta presidiato, spesso però soltanto in specifiche fasce orarie. In circa il 72% dei casi il presidio è garantito solo in determinati orari di apertura.

Lo studio cita inoltre alcune realtà, come Teramo, Grottaminarda, Bergamo e Brescia, dove gli orari di apertura risultano inferiori alle 24 ore.

Intermodalità e mobilità sostenibile

Per ANAV, il tema delle autostazioni resta centrale per migliorare i collegamenti tra autobus a lunga percorrenza, trasporto pubblico locale, treni, aeroporti e porti.

Una rete più diffusa e infrastrutture moderne permetterebbero infatti di integrare meglio le diverse modalità di trasporto e rendere più agevoli gli spostamenti dei passeggeri.

Restano però forti differenze territoriali. In alcune aree del Paese le autostazioni sono ancora poche.

È il caso dell’area che comprende Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna: un bacino da circa 10 milioni di abitanti dove sono presenti soltanto cinque autostazioni, tra Roma, Perugia, Bologna e le due strutture di Firenze.

In Sicilia, dove le alternative ferroviarie risultano più limitate, è presente una sola autostazione. Lo studio sottolinea inoltre il forte divario rispetto alle infrastrutture dedicate ad altre modalità di trasporto, come rete ferroviaria e aeroporti.

Le leve di sviluppo per le autostazioni

Secondo ANAV, il tema delle autostazioni continua a restare ai margini dei grandi investimenti infrastrutturali.

La Missione 3 del PNRR dedicata alla mobilità sostenibile prevede circa 24 miliardi di euro, ma non include risorse specifiche per autostazioni e hub intermodali.

Per l’associazione servirebbero almeno 30 nuove autostazioni, insieme alla riqualificazione di gran parte delle strutture esistenti.

ANAV stima inoltre la necessità di un piano pluriennale di investimenti pubblici da circa 300 milioni di euro, destinato a servizi, accessibilità e infrastrutture di supporto al trasporto autobus.

Tra gli interventi prioritari vengono indicati:

  • biglietterie;
  • sale d’attesa;
  • servizi igienici;
  • aree ristoro;
  • manutenzione e rifornimento autobus;
  • locali di riposo per autisti;
  • accessibilità per persone con disabilità.

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