
Poco più di sette italiani su dieci sono costantemente in movimento, alimentando un volume di spostamenti che supera ampiamente le rilevazioni precedenti all’emergenza sanitaria del 2020. È questo il quadro principale che emerge dall’ultima analisi sulla mobilità relativa al primo trimestre del 2026, predisposta dalla Struttura Tecnica di Missione (STM) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
I numeri di una nazione in movimento
L’analisi mette in luce una società che ha ripreso i propri ritmi: ogni giorno sono circa 36 milioni le persone che circolano lungo la penisola. Questo flusso si traduce in una grande quantità di tragitti, equivalente a oltre 90 milioni di spostamenti ogni ventiquattr’ore. Entrando nel dettaglio delle abitudini individuali, si scopre che ogni viaggiatore compie mediamente all’incirca 2 tappe quotidiane, un dato che riflette la routine tra casa, lavoro e impegni personali. Sebbene i giorni lavorativi rimangano i più intensi, il fine settimana non resta a guardare, mantenendo una media spesso caratterizzata da distanze più lunghe rispetto ai giorni feriali.
Cresce la preferenza per i tragitti a corto raggio
Un aspetto significativo riguarda l’estensione dei viaggi, che sembrano farsi sempre più locali. La maggioranza assoluta degli italiani si muove entro un perimetro ristretto: oltre il 68% degli spostamenti totali non supera infatti il raggio di 50 chilometri dalla base di partenza, e circa il 43% si conclude entro i primi 25 chilometri. Questa tendenza alla prossimità è confermata da una lieve contrazione della lunghezza media del singolo viaggio, scesa a circa 23 chilometri. Nonostante l’elevata frequenza delle uscite, la mobilità rimane quindi fortemente ancorata al territorio, con appena il 6% dei tragitti che valica i confini della propria regione durante la settimana.
I dati per le diverse modalità di trasporto
Se guardiamo ai mezzi scelti per spostarsi, il trasporto aereo si distingue per uno spiccato dinamismo, registrando un incremento del 5% nel numero di passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una crescita che supera persino l’aumento dell’offerta di voli ferma al 3%. Al contempo, il settore ferroviario mostra segnali di salute, con l’alta velocità che vede salire i propri flussi dell’1%. Anche il trasporto regionale gestito da Trenitalia accompagna questa tendenza positiva, segnando un +1% di passeggeri a fronte di un potenziamento dei servizi erogati. Per chi invece preferisce l’asfalto, i transiti dei veicoli leggeri sulle autostrade in concessione sono aumentati del 2%, a testimonianza di una rinnovata vitalità dei viaggi individuali. I traffici degli autobus sulla rete ANAS, invece, risultano superiori del 3% rispetto ai livelli di domanda del primo trimestre 2025.
Una geografia del movimento a diverse velocità
A livello geografico, il rapporto disegna una mappa dell’Italia tutt’altro che uniforme. Il Centro Italia si conferma l’area più dinamica, con Marche, Umbria e Abruzzo dove la quota di cittadini in movimento sfiora l’80%. Al contrario, in regioni come la Liguria, la Puglia e le isole maggiori, questa percentuale scende fino a toccare il 65%. Un caso a parte è rappresentato da Molise e Basilicata: qui i residenti non solo si spostano molto, ma sono anche i più propensi a uscire dai confini regionali, con picchi tra il 14% e il 18%, percorrendo mediamente molti più chilometri rispetto al resto dei connazionali.
Per maggiori informazioni si consiglia la lettura integrale del testo, disponibile sul sito ufficiale del MIT.
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