“Anagnina decentrata e priva di garanzie per la sicurezza”: la Regione Umbria scrive alla Sindaca Raggi e al Mit

Anche la Regione Umbria scende in campo per manifestare preoccupazione rispetto alle sorti dell’autostazione Tiburtina a Roma, dopo la delibera dello scorso 16 ottobre con la quale l’Amministrazione capitolina ha stabilito lo spostamento del terminal bus dall’attuale stazione verso il nodo Anagnina. “L’Autostazione di Tiburtina, nella sua attuale collocazione in Largo Mazzoni, riveste un’importanza fondamentale per i collegamenti con autobus che traggono origine e destinazione nella nostra Regione e che sovente rappresentano una alternativa insostituibile alle altre modalità di trasporto – ha scritto oggi Giuseppe Chianella, Assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Umbria in una lettera indirizzata alla sindaca di Roma Virginia Raggi e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti -. L’area urbana sulla quale sorge l’autostazione Tibus, infatti, è a dir poco strategica per l’utenza perché centrale, e tale collocazione rende agevoli gli spostamenti dei viaggiatori, pendolari e studenti, verso gli altri siti della Capitale”.

Dalla Regione Umbria prendono origine moltissimi servizi di trasporto di passeggeri con autobus interregionali che accedono e transitano presso l’Autostazione della Capitale, trasportando più di 250.000 viaggiatori all’anno con più di 7.000 collegamenti. “Si tratta – fa notare Chianella – di servizi pubblici la cui interruzioni integrerebbe violazione delle vigenti norme. Appare evidente l’alto livello di gradimento dei servizi di trasporto e degli stessi servizi offerti dall’Autostazione nella sua collocazione attuale: servizi commerciali, biglietterie, sicurezza e vigilanza, pulizia e accessibilità PMR; servizi che verrebbero totalmente a mancare, con tutte le conseguenze del caso, in una paventata delocalizzazione dell’autostazione in Anagnina ovvero in altro sito”.

A destare forti preoccupazioni, inoltre, sono le condizioni di sicurezza per i viaggiatori nel caso di spostamento in una zona così decentrata: “Il provvedimento del Comune di Roma e le conseguenti posizioni, peraltro incerte, dalla stessa Amministrazione assunte nelle ultime settimane – non ultima la mozione unanime assunta lo scorso 29 novembre – destano enorme preoccupazione perché lasciano presagire conseguenti ed inimmaginabili disagi per tutti i nostri passeggeri che utilizzano l’Autostazione Tiburtina in partenza e in arrivo da Roma nonché scenari molto preoccupanti in ordine alla garanzia del trasporto passeggeri in una zona urbana decentrata, priva di garanzie per la sicurezza dei viaggiatori e dei necessari (minimi) standard qualitativi che i nostri operatori si impegnano a mantenere sempre elevati anche in ossequio agli obblighi sempre più stringenti in tema di diritti dei viaggiatori dettata dalla normativa nazionale e comunitaria”.

Secondo l’assessore Chianella prevedere, per Anagnina, “la progettazione di un semplice capolinea degli autobus di lungo raggio, significa non tenere in conto tutte le relative, negative, conseguenze in termini di sicurezza, accoglienza, qualità, supporto alle difficoltà motorie, ecc, tassativamente stabilite dalla regolamentazione comunitaria e nazionale in temi di diritti di passeggeri con autobus”.

Chianella infine ribadisce “la oggettiva funzionalità ed efficacia dell’attuale Autostazione Tiburtina che gestisce, in assoluta sicurezza, oltre 8 milioni di passeggeri all’anno, essendo situata in un’area strategica di Roma, fortemente interconnessa con le altre modalità di trasporto e realizzata con soli fondi di privati, senza alcun onere a carico della finanza pubblica, la cui gestione attende solo l’indizione, da parte della pubblica amministrazione, di una pubblica gara”.

L’Assessore in conclusione ha voluto precisare che “sul punto, peraltro, è evidente che lo stanziamento di € 624.681,82 per il progetto dei lavori di riqualificazione della suddetta area, da un lato, costituisce un inutile e gravoso prelievo alla spesa pubblica e dall’altro, un insufficiente importo per garantire gli standard minimi in termini di sicurezza, efficienza ed adeguatezza della infrastruttura per aziende ed utenza. In assenza della fermata all’interno dell’Autostazione Tibus, infatti, non possono che aprirsi scenari allarmanti in ordine alla garanzia del trasporto di passeggeri, con tanto di bagaglio al seguito, in zone poste al di fuori del centro cittadino, senza adeguate garanzie per la sicurezza dei viaggiatori, di ogni genere ed età, in totale spregio ai criteri e principi di sicurezza stradale e personale, senza adeguati nodi di scambio e servizi di prima necessità”.

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